LETTERA APERTA DI UN COMUNE CITTADINO AL PRESIDENTE MATTARELLA



LETTERA APERTA DI UN COMUNE CITTADINO AL PRESIDENTE MATTARELLA

Signor Presidente,

     Le rinnovo la mia solidarietà, già espressa con una telefonata al Quirinale così come hanno fatto tanti altri cittadini, e mi permetto di soggiungere qui che tale nostra solidarietà si manifesta principalmente per la Sua azione nobilissima a difesa delle prerogative della Sua carica suprema e della Carta costituzionale e per l’infame, temeraria e pesante  aggressione verbale ingiustamente subita a causa di tale azione, ma si estende altresì, per quanto mi riguarda,  al Suo status politico e morale.

     Lei ci insegna che la dignità e l’onore sono gli attributi essenziali della Sua carica suprema, come nelle monarchie della maestà reale e ricorderà certo l’espressione di Francesco I re di Francia contenuta in una sua lettera alla madre dopo la disfatta di Pavia: “Tutto è perduto fuorché l’onore”.

     Orbene un politico, che già aveva indegnamente cercato di coinvolgerLa nella propria  propaganda elettorale permettendosi di inviarLe via mail bislaccamente la lista dei ministri di un eventuale aleatorio governo alla  cui guida lui stesso velleitariamente si proponeva, il 27 di questo mese di maggio si è permesso alla leggera di minacciare temerariamente la Sua messa in stato di accusa per alto tradimento o per attentato alla Costituzione, per avere Lei esercitato legittimamente i poteri di cui all’art 92 della Costituzione; ciò senza neppure aver letto – come è legittimo sospettare – l’art. 90 primo comma della Costituzione o comunque senza le opportune verifiche e riflessioni.

     Siffatto personaggio 48 ore più tardi, ieri 29 di questo mese di maggio, per evidenti sue personali e volgari convenienze politiche ha dichiarato, come riferiscono i media: “Siamo ancora disponibili a collaborare con il presidente della Repubblica mantenendo una posizione coerente ma collaborativa per riuscire a risolvere questa crisi. Se i mercati hanno paura che l’Italia esca dall’euro è perché qualcuno ha fatto girare questa ipotesi ma la nostra volontà non è mai stata questa. Per quanto riguarda l’impeachment prendo atto che Salvini non lo vuole fare e ne risponderà lui come cuor di leone ma purtroppo non è più sul tavolo perché Salvini non lo vuole fare e ci vuole la maggioranza”. Non facendo ammenda di una accusa tanto grave e temeraria nei Suoi confronti, ma accampando un ridicolo pretesto per il suo ritiro,   questo personaggio Le chiede ora di riaprire le trattative, come se niente fosse e dopo che Lei ha atteso pazientemente, senza risultato, per un’ottantina di giorni che i leaders (uno dei quali il personaggio in questione) dei partiti, che avevano ricevuto complessivamente oltre il 50% dei consensi elettorali – pur non essendo alleati ma anzi essendo reciprocamente avversari -  trovassero un accordo impropriamente definito “contratto per il governo del cambiamento” che presenta dei profili di dubbia costituzionalità; ciò ben oltre i limiti della pazienza stessa.

     Questo personaggio ha il comportamento che si addice ad un ambulante in un mercatino di periferia e non già ad un soggetto che osa agire in ambito istituzionale (senza esserne neppure capace). Lei ricorda meglio del sottoscritto il brocardo romano: “Licet mercatoribus sese invicem circumvenire”. Il personaggio in questione, usando i metodi dei “mercatores”, si azzarda a cercare di circuire il presidente della Repubblica, che –sono certo- non potrà che respingere doverosamente tale indecorosa avance, a tutela della dignità e dell’onore della sua carica suprema e della Repubblica.

     Mi scusi se mi sono permesso di esprimere la mia opinione su una questione che sta a cuore a me come a qualsiasi buon cittadino.

                         Con i miei distinti ossequi

Cagliari 30 maggio 2018

                                        Pietro Muggianu Sotgiu