La cateratta dei senatori dem anti-Renzi



Si sa che la cataratta è tra le patologie tipiche della senescenza e determina un offuscamento della vista. Emilio Lussu nel suo discorso all'Assemblea Costituente del 15 settembre 1947 (esattamente 68 anni fa) nel pronunciarsi contro l'istituzione della seconda Camera pose icasticamente in rilievo "la irrazionalità e la non modernità di questo istituto parlamentare che, per il fatto stesso che chiamiamo, per forza d'inerzia, Senato, dimostra la sua arcaicità"; nel sottolineare l'inutilità della seconda Camera, soggiunse:  "Se mi si permette la similitudine, paragonando le due Camere ai due occhi, dei quali l'occhio destro  rappresenti  la seconda Camera e l'occhio sinistro la prima Camera, ebbene, la seconda Camera è l'occhio destro, con sulla pupilla una o più cateratte; dato che questo male non indifferente si comunica da un occhio all'altro, non solo si rischia che non veda il secondo occhio, ma che non veda neppure il primo".

            Riprendendo la similitudine lussiana, oggi potrebbe dirsi che a soffrire  di cateratta siano i senatori dem che si oppongono a Renzi e, nell'utilizzare strumentalmente la riforma del superamento del bicameralismo perfetto per stroncare temerariamente il cammino riformistico del premier, essi  lo facciano con provinciale sprovvedutezza  e con la  vista offuscata.

            La pretestuosità dell'insistenza nel richiedere l'emendamento dell'art. 2 del disegno di legge costituzionale Renzi-Boschi che prevede che l'istituendo Senato delle Autonomie sia composto in parte da membri eletti a suffragio elettorale indiretto dai Consigli regionali  e da un collegio regionale dai sindaci della Regione, per prevederne   invece l'elezione a suffragio universale diretto, balza clamorosa agli occhi dalla banalità e mediocrità  degli argomenti sul merito:  i senatori ribelli e il loro background politico  nel  loro procedere  a tentoni, proprio degli ipovedenti,  in questa loro marcia su Renzi e dintorni (per rifarsi ad una suggestione lussiana) non vanno oltre dei balbettamenti, che dimostrano che non stanno bene, neppure quanto a fonazione.  Tali argomenti si riducono, in buona sostanza,  all'affermazione del principio che il suffragio universale diretto costituisca uno degli irrinunciabili  fondamentali della democrazia. Ma gli stessi senatori ribelli sanno che ciò non è vero e non vedono ciò che non vogliono vedere, adagiandosi sull'offuscamento della loro vista ( "Dio acceca coloro che vuol perdere"  proclamò il Profeta Isaia, si parva licet componere magnis): i sistemi elettorali sono variabili, oltre al suffragio universale diretto è contemplato anche quello indiretto e in molte consolidate democrazie parlamentari proprio i componenti del Senato o Camera Alta. che dir si voglia,  sono eletti con quest'ultimo sistema. In Francia i senatori sono eletti  da un collegio di circa 150.000 elettori, in Germania il Bundesrat è composto da membri dei governi dei Lander che li nominano e li revocano, in Austria i componenti del  Bundesrat sono eletti dalle Assemblee legislative (Diete) dei singoli Lander, nei Paesi Bassi i 75 senatori della Camera Alta sono eletti dai membri delle Assemblee provinciali, in Irlanda parte dei membri del Seanad sono di nomina del Primo Ministro (11),   parte eletti dalle varie categorie socio-professionali (43) e parte ancora (6) dai laureati, in Canada e in Gran Bretagna sono nominati e non eletti (nel Regno Unito la maggior parte dei Pari che compongono la  House of Lords - circa 650 su 764  - sono nominati a vita con un atto della Corona previo il vaglio della House of Lords Appointments Commission). Ed a proposito della Camera dei Lords, Lussu, nel discorso citato, osservò anche: " La Camera dei Lords è oggi in Inghilterra, a un dipresso, quello che era il Senato in Italia prima del fascismo, vale a dire un istituto pleonastico  di mera coreografia che non poteva mai, in nessun modo, opporsi alla volontà decisa dalla Camera dei Deputati".

            Lo stesso Lussu, nel discorso citato, dopo aver ricordato che in Francia, nella Costituzione del 1946,  il Senato era stato soppresso ed al suo posto era stato creato il Consiglio della Repubblica ed aver affermato che quest'ultimo era "(..) una Consulta che funziona egregiamente" sostenne: "Io credo che faremo opera saggia, se (....) introducessimo anche noi in Italia questo eccellente istituto che, mentre dà la possibilità di far rendere grandi servizi al Paese (...) a uomini che non sono dei politici di prima linea (...),  nel medesimo tempo non intralcia l'azione politico-legislativa del vero Parlamento". Ebbene, l'art. 6 comma 2  di quella Costituzione statuiva: "Le due Camere sono, peraltro, elette su base territoriale: l’Assemblea Nazionale a suffragio universale diretto; il Consiglio della Repubblica a mezzo delle collettività comunali e dipartimentali, a suffragio universale indiretto".

            Quanto ai poteri del Consiglio della Repubblica l'art. 20 della stessa Costituzione  statuiva quanto segue: " Il Consiglio della Repubblica esamina, per il parere, i disegni e le proposte di legge votati in  prima lettura dall’Assemblea Nazionale.

            Esso dà il suo parere entro due mesi, al massimo, dalla trasmissione da parte dell’Assemblea Nazionale. Quando si tratta della legge del bilancio, tale termine può essere ridotto, ove occorra, in modo da non eccedere il tempo impiegato dall’Assemblea Nazionale per esaminarla e votarla. Quando l’Assemblea Nazionale abbia deciso di seguire la procedura d’urgenza, il Consiglio della Repubblica esprime il suo parere nello stesso termine previsto per le discussioni dell’Assemblea Nazionale dal regolamento di quest’ultima. I termini previsti nel presente articolo sono sospesi durante le interruzioni della sessione. Essi possono essere prolungati con deliberazione dell’Assemblea Nazionale

            Se il parere del Consiglio della Repubblica è conforme, o non è stato dato nei termini previsti dal precedente comma, la legge è promulgata nel testo votato dall’Assemblea Nazionale.
            Se il parere non è conforme, l’Assemblea Nazionale esamina il disegno o la proposta di legge in seconda lettura. Essa delibera definitivamente sui soli emendamenti proposti dal Consiglio della Repubblica accogliendoli o respingendoli in tutto o in parte. In caso di rigetto totale o parziale di tali emendamenti, la votazione in seconda lettura ha luogo con scrutinio pubblico, a maggioranza assoluta dei membri dell’Assemblea Nazionale, quando la votazione sull’insieme sia avvenuta da parte del Consiglio della Repubblica, nelle stesse condizioni."

            L'art. 24 della vigente Costituzione francese statuisce: "Il Parlamento si compone dell'Assemblea Nazionale e del Senato.  I deputati all'Assemblea Nazionale sono eletti a suffragio diretto. Il Senato è eletto a suffragio indiretto. Esso assicura la rappresentanza delle collettività territoriali della Repubblica. I francesi stabiliti fuori di Francia sono rappresentati al Senato." Alle modalità dell'elezione dei senatori si è già accennato.

            Ciò detto, da semplice elettore che, preoccupato,  segue  le spericolate manovre dei sullodati senatori ribelli, mi sentirei di  lanciare loro  un appello, perché aprano bene gli occhi e si guardino intorno, cessando dal giocare  questa "mosca cieca", che sta ormai durando troppo, per cercare di acchiappare l'inafferrabile Renzi. 

 

Nota – Le citazioni di Emilio Lussu sono tratte da  EMILIO LUSSU, Tutte le opere – 3. La costruzione della democrazia in Italia 1943-1948 – a cura di Luisa Maria Plaisant – CUEC – Grafiche Ghiani – Cagliari- Monastir 2014.