UN MAGGIO RADIOSO DAVVERO dittico



        UNA NUOVA EUROPA

Le ali spuntò Macron alla Le Pen,

re nudo la Le Pen, così spennata;

ci lasceran le pen gufi, leghisti,

populisti di destra e di sinistra.

La gioia canta nella nuova Europa:

ieri  Schuman, De Gasperi e Adenauer,

oggi Renzi, Macron, Merkel insieme,

per ripensarla come fu pensata.

Per l'Europa  giornate son  radiose;

c'è chi oscura in Italia le giornate:

giustizialcomunismo,  pania italica,

di invischiare Matteo Renzi ora tenta,

"rara avis"  tra i politici che volano.

Riuscì l'invischiamento col Berlusca;

col fiorentino tosto un'altra storia!

Quello renziano giovane osso duro,

l'osso berlusconiano  osteoporotico!

(Or decalcificato senza il Milan).

 

          ORLANDO É  FURIOSO

Orlando nel PD surreale super,

qual lo sarebbe in "En Marche!" Melenchon:

un Melenchon sbiadito il buon Orlando!

Punta a degli  ossimorici traguardi:

riformismo con strabicomunismo,

riformismo e felpato passatismo,

scissione - divisione ed unità.

Indietro guarda, non davanti a sé;

canta del Cavalier le "male" imprese,

che furo al tempo che passaro il segno

i magistrati ed i giustizialisti;

verso la meta con gli altri non cammina,

in altra direzione vuol marciare:

Godot aspetta,  intanto, a bordo strada;

si distacca dai molti che camminano,

da quelli che En Marche seguono Macron;

fermo sta accanto ad un reciso ulivo.

Come poté proporsi quale guida,

quando la guida c'è (tale Matteo)?

Un pifferaio magico, il buon Orlando

e al seguito, tra i topi,  Matteo Renzi?!

Favole e sogni ingenui ad occhi aperti,

fantasie sconfinate senza freni!

Di Valls la fine merita di fare;

il transalpino fu più dignitoso:

il "coming out" politico Valls fece,

la propria identità simula Orlando;

per Valls,  morto il partito socialista,

morto e sepolto quello comunista!

Valls si rassegna, Orlando non lo fa;

fa nel barile il pesce simil-Renzi,

sul "partito dei giudici" contando

(non ha purtroppo buone compagnie).

D'antan gregari, ammetterlo non vogliono!

Per tradizione succubi gregari,

disciplinati e proni ai capi a vita:

vedi Togliatti, Longo e Berlinguer,

per li rami D'Alema e Bertinotti,

"Subcomandante Fausto" detto questi,

di quello il soprannome "Leader Maximo".

Tutti riottosi, senza quei gran capi.

Tutto questo è nel loro DNA,

non accettano un leader democratico.

Macron viene accettato e rispettato,

nella salda repubblica francese,

in Europa e nel mondo, largamente;

la sinistra italiana lo disprezza,

come avversa e disprezza Matteo Renzi,

con supponenza e boria passatista.