SERPENTI



                         epigramma 

 

Quanti tra noi i serpenti a sangue gelido!

Strisciano lentamente, silenziosi,

splendono, arcobaleni seducenti;

più che sedurre incutono spavento,

ma belle scarpe e borse di serpente!

Poco vistosi, vivono appartati,

nascosti  tra sterpaglie ed arsi sassi;

disturbati, secernono il veleno,

mordono all'improvviso e poi si acquattano;

timidi, schivi, subdoli e solinghi,

pigri, paciosi, tardi ed indolenti,

mordono,  infastiditi nel loro habitat.

Si fanno i fatti loro: guai a toccarli!

Ci disturbiamo,  noi esseri, a vicenda,

in mala fede ma anche in buona fede,

ma più o meno a convivere riusciamo,

essendo in ciò vie più restii i serpenti.

Essendo privi di arti o di ali, strisciano;

che anche gli altri strisciassero vorrebbero!

Sono i nostri fratelli handicappati,

dunque depressi ed anche inveleniti.

Dio ci salvi dal morso del serpente,

ma noi cerchiamo di non provocarlo,

facendogli pesare che lui strisci,

per essere sprovvisto di arti o di ali.

Che strisci in pace dove e quando vuole:

stia sereno,  si adatti al suo svantaggio

e  cerchi di arginare il suo veleno:

ben accetto,  con gli altri  convivrebbe!