La cinesina, cameriera a Rialto



Esil, lungo il vestito con lo spacco,

ti muovi immota e vai lieve aleggiando,

guardi e non guardi, tu, dea del mistero,

parli non taci, tu,  taci non parli,

oggi  nel chiasso, tu, Sibilla inquieti:

lascio a te accanto il cuore mio votivo.