IL PANE QUOTIDIANO D'AFFETTI E GIORNALI



IL PANE QUOTIDIANO D'AFFETTI E GIORNALI

Ero un bambino gracile e minuto.
Un figlio della guerra appena fatta.
Figlio di pane nero e borsa nera.
Nipote della lupa ormai stecchita.
Non si faceva attender la bronchite.
Di mamma e babbo il letto m’accoglieva.
Un ferreo letto, morbidi i cuscini.
Il Corriere dei Piccoli, ecco pronto!
Me lo portava, coi cannoli, babbo.
L’edicola vicina di Via Manno.
Ancora rifugiata in un portone.
Oltre i giornali, esposti alla rinfusa,
un freddo cortiletto senza sole
ed un morto rifugio intirizzito.
Era una grotta sotto la Via Spano,
contro le bombe pallido riparo.
I cannoli da Clavuot. Piazza Yenne.
Lì si fermava allora il consumismo!
Con la febbre sparivano i cannoli!
Rimaneva febbrile la lettura
dei fumetti del piccolo Corriere.
Certo il milione per Bonaventura.
Sor Cipolla ingrugnito a Tamarindo:
alla prima che mi fai ti licenzio e…
te ne vai : la minaccia sempiterna!
E sor Pampurio? È arcicontento!
Con Bibì e Bibò ero buon terzo!
La Domenica c’era del Corriere
per mamma e babbo e per le mie sorelle.
La domenica, a messa coi giornali.
Domenica ed Unione sottobraccio,
(per me e per mamma c’era il messalino).
Poi di polpette e sugo tra gli effluvi,
(e da Radio Sardegna i canti sardi)
le tavole a godersi di Molino.*
Della ricostruzione poi fu il tempo.
Le ferite eran molte della guerra.
Cagliari di cantieri pullulava.
Cantavano gli edili sui ponteggi.
Non avevan, come ora, gialli i caschi.
In testa le bustine di giornale. **
L’Unione cambiò veste e fu più bello.
A metà dei Cinquanta (secol scorso).
Diventò bianco come pane bianco.
Prima era scuro come il pane nero,
(di guerra il pane, ch’era tesserato).***
Di guerra e carestia furono i tempi.
Anche le sigarette coi giornali!
Gazzetta dello Sport andava a ruba.
Carta leggera, buona per fumare.
Giornali per involgere alimenti.
Quale “igenica” carta ancor giornali.
Poi venne il boom e furon vacche grasse.
E allora cantò pure lo strillone.
Cantò stonato Fill’e preidi allora! ****


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* Walter Molino, che, cinquant’anni fa,
come disegnatore delle famose tavole de
La Domenica del Corriere, seguì i fastigi,
ora centenari, del celebre Achille Beltrame.
** Berretti militari a forma di busta. Gli edili
se li facevano con la carta dei giornali.
***Ciascuna famiglia aveva diritto a
ricevere una limitata quantità di
pane documentata dalle cosiddette
tessere annonarie. Il pane era nero perché
ottenuto dalla crusca e da altri cereali
come la segale. Il pane bianco è quello
di frumento
**** Fill’e preidi (Figlio di prete) era il
soprannome di uno strillone cagliaritano
di quegli anni lontani.


PIETRO MUGGIANU
    
 
    
Note

Il componimento è stato letto dall'autore all'imaugurazione della
mostra di opere realizzate con vecchi giornali e collages dal
collagista e scultore Giovanni Serra al Piccolo Bar - Caffetteria
e Vineria di Villa Muscas in Cagliari il 14 Ottobre 2006.

Successivamente è stato riproposto dall'autore al Palazzo Regio
in occasione di un concerto della soprano Chara Delgado, della
pianista Rosalba Piscedda e del clarinettista Augusto Piscedda
in Cagliari il 25 Ottobre 2006