GENOVA LA SUPERBA UMILIATA



 

 

Colpita a morte, giace afflitta Genova,

colpita dalla peste cementizia,

la peste che devasta il Belpaese;

sviluppo tecnologico affaristico,

regresso,  non progresso culturale,

politico, civile e spirituale.

Povera Italia, misera e appestata,

in mano a dei monatti ingordi e turpi,

dei monatti che sono insieme untori.

Il patrio padre, che Staglieno onora,

del Dovere fondò la Religione,

che l’Italia tradì, prona all’accidia,

d’ogni pretesa l’idolo adorando:

allo sviluppo ambì  non al progresso;

schiava di consumismo e vanità,

la nobiltà perduta del sapere,

volgarità coltiva ed ignoranza.

È l’Italia allo stato semibrado,

per Fortunato “pendulo sfasciume”.

Proscritto chi lo pensa e chi lo dice!

L’agitatore si ama sollazzevole,

che alla spensieratezza induce il popolo

e la gallina a non voler domani,

per papparsi oggi l’uovo e “che me frega!”.

Della peste si liberi l’Italia

ed, i monatti-untori sgominati,

alle sue glorie storiche si ispiri,

guardando al suo futuro con orgoglio.

 

 

                                  pietroAntioco