EX UNTO -poemetto in otto strofe di endecasillabi sciolti.



                                                                                     

                EX UNTO

                (poemetto)

 

                        I

Da ex Unto Berlusconi é untuoso

(in Europa fumoso resta agli occhi).

 “Farei come il Papa, se lo fossi”, dice:

della perduta unzione à la recherche?  

Se accanimento ci fu giustizialista,

d’esserne stato vittima riottosa

non ne faccia politico blasone,

col popolo non lanci la  riscossa

contro i superpotenti magistrati,

ben armati, a testuggine schierati.

Immane è dei giudici il potere,

sotterraneo potere insidioso,

dalle  mosche cocchiere supportato

(gli antiberlusconiani media arditi),

di illiberalità fall-out esteso.

 

 

                        II

Le antiberlusconiane dette mosche

alla magistratura perder fecero

di terzietà, fondante,  l’innocenza

e  l’essere al di sopra reputata

( i giudici agli altari ed istigati,

nell’arena politica coinvolti).

La sfiducia nei giudici diffusa

(applausi a poliziotti condannati!).

In dubbio  la certezza del diritto:

solo alla legge” sono essi “soggetti

come prescrive la Costituzione?

E non anche a politiche opinioni?

O a metagiuridiche stimolazioni?

A suggestioni, ovvero, oltre la legge?

Politicamente essi schierati sono

e ambiscono a un politico consenso.

Riformare urge a fondo la  giustizia,

giudici rimettendo al loro posto

e assoggettandoli a debiti controlli

(nel quotidiano fare dei Palazzi

s’annidan tanti errori giudiziari).

Giuramento non presta or testimone,

ma a “dir la verità” solo si “impegna”

(quanto vani sono oggi impegni tutti!):

segno del sistematico lassismo;

dei giudici perduta autorità.

Il processo sia giusto e sia severo,

per giudici e  avvocati,  per le parti.

Sia cerbero avvocato per i cives.

 

                        III

Attaccato e sfiancato l’ex Unto,

colpito da gragnuola di processi,

subì il sistema grave una  torsione

(in politica irruppe la giustizia).

Di Politica ogni arma fu negletta

ed i  veri problemi trascurati,

dalla brutta torsione obnubilati.

Le riforme promesse l’ex non fece,

essendo anch’esse  ad “ex”  retrocesse

(classico ragno non cavò dal buco), 

a mascherar riuscendo il fallimento,

da antiberlusconiani  alibi offerto

(a caccia, sotto l’Arco, di farfalle).

Sfida: burocrazia contro carisma.

Becera hybris da nemesi torta,

nemesi rivestita delle toghe.

E saran state toghe nere o rosse?

Toghe eminenze grigie sono state

da  una parte politica spronate,

esaltate, applaudite e incoraggiate

(fu l‘azione penale “obbligatoria”?).

Fu onesta di Cesare la moglie?

Sempre purtroppo non apparve tale

(quel che era del marito a lui non diede).

 

           

                        IV

Dicono sia bilancia la giustizia,

vattelappesca  cosa c’è nei piatti,

chè la giustizia esercita un potere,

strutturato politico potere,

politico ipertrofico potere.

L’ “ordine” trasformato fu in “potere”,

un potere-paguro entro lo Stato.

Carrierismo e rapporti di potere.

Attenzione ai rapporti di potere

(si pensi a media-giudici connection)

sui diritti dei cives prevalenti.

I magistrati son privilegiati,

del comando alle leve e ben pagati,

autonomi, affrancati da controlli

(l’autodichìa del CSM contestata).

L’indipendenza viene malintesa:

“dipendenti”, non più, per un “servizio”,

un servizio affidabile,  efficiente

(giustizia giusta e rapida si invoca),

ma anch’essi del Potere son ai vertici

(vertici che alla base non dan conto

non avendo una base elettorale):

gruppo egemone c’è e c’è la massa

e la massa ha spirito di corpo,

potente corpo per lo più arrogante

(ma tanti rispettabili ci sono

meritevoli d’esser “Vostro Onore”).

Un manrovescio occorre con urgenza:

servizio controllato come ogni altro

con seria disciplina penetrante,

garantista, completa ed effettiva:

re-spon-sa-bi-li-tà, sia la civile

che la disciplinare e ri-go-ro-sa.

Delle impugnazioni il sistema non basta

(alla meta si giunge “a babbo morto”

e sull’errante giudice non pesa).

Con “pretori d’assalto” iniziò tutto,

a seguire ogni guerra e ogni guerriglia

(di Di Pietro vicenda un paradigma):

il “servizio giustizia” fu negletto

(allo sfascio si trova tal servizio,

i diritti dei cives in malora).

 

                        V

La Politica redini riprenda

e assesti il manrovescio che ci vuole.

Magistratura non faccia crociate,

a  Politica lasci far le lotte

(giudicano e decidon gli elettori);

giudicare imparziale il suo mestiere,

quando agisce lo faccia per dovere,

non strafaccia,   politica invadendo;

la “supplenza” parziale è dannosa:

demolisce, non può ricostruire.

Si riformi e rafforzi la Politica,

non conviene il “supplente” potenziare

e deviarlo dal compito suo proprio.

Nuoce centralità di repressione,

che destruttura senza strutturare

e cattura ed assorbe energie sane,

l’Italia deprimendo e la speranza

e l’inventiva viva ed operosa,

eccita ed  esalta i vacui populismi.

Ben ha fatto per l’Expo Matteo Renzi

leve afferrando della prevenzione.

Bene il Governo e l’Anticorruzione!

Le liti alla Procura di Milano

da politico grave inquinamento

(obbligatorietà d’azione in dubbio!).

Altro che “resistere” tre volte dictum,

ma “efficiere efficiere efficiere” e basta,

prestando il proprio pubblico servizio.

Di “pulizia” il prezzo fu pesante:

a controllori assurti,  i controllandi,

incontrollati, prestano servizio

(settore di pubblica amministrazione

al potere politico sottratto).

I magistrati curino i diritti,

dei cives sui diritti si concentrino

nell’Italia che soffre di ingiustizia,

ben erogando il pubblico servizio.

 

                        VI      

Legge del contrappasso pura e dura.

Al carisma votato l’ex Unto

(un carisma tenuto  col cerone),

fu combattuto dall’anticarisma,

l’anticarisma d’un funzionariato

(in un baleno subito s’è sfatta

del cerone la forza propulsiva).

Populista mediatico ed estetico,

(ma Renzi lo costringe a  ragionare).

Populismo tutto dramma e farsa

(quello di  Grillo sterile e confuso

per quanto, demagogo, s’arrabatti),

mescolanza di generi teatrali,

l’antiberlusconismo e il suo contrario

toccano  in Grillo l’apice supremo

(un tourbillon che male fa all’Italia).

 

                        VII

Contro il giustizialismo dilagante

vana la lotta è, vana sarà

(mulini a vento sono e inatterrabili).

Assegnazione dell’ex ai “servizi”,

ineccepibil dictum giudiziale,

è miope burocratica cultura,

una cultura priva di carisma

(dall’università uno cacciato

alle scuole serali condannato!).

In questa storia a monte sta la pecca.

Politico fall- out non si apprezzò:

senza prudenza il caso fu affrontato.

L’immaginazione mancò a quel “potere”.

“Via Alzheimer” rieducabile ex Unto?

Improbabile mezzo pedagogico;

“rieducando” così vien provocato:

nella  cristalleria sarà elefante,

un vivace elefante spiritoso.

Altro che misura di rieducazione!

Sembra piuttosto pena o afflizione;

greve all’ex propinarono un  memento:

“anche per te l'Alzheimer dietro l'angolo!”;

e  lui non batte ciglio rilanciando:

“sì, non ricordo i nomi ultimamente…”

che vale un “me ne impippo” bell’e buono

(imposta non gli fu la contrizione

e niente, da spaccone, lo spaventa).

L’ex Unto da quel Fregoli qual è,

da succube sarà incube aitante,

la revanche di Politica incarnando

(ma non ci vuol revanche, ci vuol riforma).

Con dignità la cosa sta affrontando…

e ridendo castigat questo e quello.


                        VIII

Lancia in resta deponga Berlusconi.

Il sapiente “Re Giorgio” non molesti 

(familiarmente il “Colle” per i media):

non i “servizi” per il nostro ex Unto

ma di scienze politiche un bel master.

Non disturbi il dinamico buon Renzi,

un vero riformista volitivo,

da chi non vuol cambiare ostacolato.

Afferrò quel ragazzo il testimone

ed è davvero molto bravo e tosto

tra  rissosi partiti inconcludenti

e populismi beceri e assordanti.

Libero da ricatti minacciosi,

alla giustizia si dedicherà

con la virtù dei forti ch’è la calma,

che l’ex perdette insieme con l’unzione.