Dio e Grasso salvino il Senato (due componimenti)



CAVALLI  &  CAVILLI

(gioco di parole pesante)

Il suo cavallo fece senatore

umiliando, Caligola, il Senato;

Calderoli lo fa coi suoi cavilli,

milioni di cavilli imbizzarriti.

 


 

CALDEROLI, CALIGOLA, CAVALLI, COLLETTAME

            (epigramma)

Senatore, di Caligola il cavallo.

Col Senato/berlina, Calderoli

vuol trasportare immane collettame;

molti cavalli e tir non basterebbero!

A Incitatus,  cavallo/senatore

il Senato ammannì zucchero e biada?

 

 

I DUE COMPONIMENTI SONO STATI INVIATI A MATTEO RENZI CON LA MAIL E LA POSTILLA SEGUENTI

 

Cagliari 27 settembre 2015



                                           Caro Presidente e Segretario,



Roberto Calderoli in passato fece irruzione in  Parlamento, sguinzagliandovi un porco. Recidivo, ora fa di nuovo irruzione in Senato, sbrigliandovi una torma di cavalli pazzi imbizzarriti, che, con un gioco di parole pesante, dirsi possono cavilli. Il Senato deve essere riformato profondamente, non già umiliato e tramortito.

                                                                       Buona serata



                                                                             Pietro Muggianu Sotgiu

 

 

 

 

Postilla del 28 settembre 2015

                                               Caro Presidente e Segretario

            mi appello a Te, essendo l’unico esponente delle istituzioni a cui è possibile rivolgersi direttamente e informalmente.

            A mio sommesso parere, la clamorosa vicenda degli 82 milioni di emendamenti proposti dal senatore Roberto Calderoli è facilmente risolvibile. Essa è innanzitutto viziata in radice dall’evidente abuso del diritto di proporre emendamenti, non già per correggere e rendere più adeguato  il disegno di legge ma per lo scopo dichiarato di creare difficoltà insormontabili all’andamento dei lavori del Senato,  umiliandone la dignità, scopo che deve essere contrastato, in quanto gravemente contrario ai fondamentali della deontologia politica. Ciò spetta al Presidente Pietro Grasso,  il quale, a norma dell’art. 97 del regolamento del Senato,  non può non dichiarare inappellabilmente l’improponibilità di quei milioni di emendamenti proposti “in termini sconvenienti”. Quanto all’interpretazione  di tale norma,  l’espressione “termini” non può limitarsi al significato di “parole o locuzioni proprie di un ambito definito o di una particolare disciplina” (Treccani.it), essendo essa estensibile anche a quello di “designazione convenzionale degli  elementi costitutivi  nell’ambito di una particolare scienza e disciplina” (ib. id.)  ovvero di “insieme di fatti ed elementi che definiscono o caratterizzano una situazione” (Devoto-Oli); circa la “sconvenienza”, non è chi non veda come essa sussista in quanto “mancanza dei più elementari requisiti richiesti dal comune senso dell’educazione, del decoro, della morale” (Devoto-Oli) ovvero avente il carattere di attività “che non si conviene, che è contrario alla morale, al decoro e alle convenienze sociali” (Treccani. it).

                                   Con rispetto e fiducia, cordialmente

                                     Pietro Muggianu Sotgiu