DEL MONDO PASTORALE NERE PECORE ?



Furono tra i pastori nere pecore

quelli che in terra bianco latte spersero,

proclamandosi vindici di tutti?

Come per terra sperse il proprio sperma

Onan, che rifiutò di fecondare

Tamar vedova di Er fratello suo,  

spento da Yhweh, da cui non era amato:

della Genesi il Libro così narra.

Biblica la contesa tra i pastori

e gli industriali che il formaggio fanno,

dal latte e dal sudore loro tratto,

in Sardegna, regina delle greggi.

Mungitura a catena, che incatena:

mungono le loro pecore i pastori,

sono i pastori a loro volta munti

da chi in formaggio muta il loro latte,

“a cavallo”, ben stretti tra le cosce,

sfruttandone il sudore e i sacrifici.

Al mattino il pastore s’alza presto,

prima che sorga il sole e va all’ovile

e ciò ogni santo giorno, tutto l’anno,

ché vivono le pecore e ci vive:

le nutre con amore e devozione,

le cura, assiste ai parti e le protegge

dall’impetuoso vento di Sardegna,

dalla pioggia, la grandine e la neve;

la pecorella che si sia smarrita

da buon pastore cerca con tenacia

ed all’ovile suo la riconduce,

il coro dei belati a ricomporre

e del gregge l’unanime sentire.

Il pastore, il suo gregge, la sua terra,

questa terra di Sardegna schietta e forte,

tutta la vita uniti per la vita,

uniti la Sardegna e i suoi pastori,

l’isola dei nuraghi e degli ovili!

Per terra Onan buttò lo sperma suo,

a Yhweh si ribellò e alla sua Legge,

rivendicando come suo lo sperma,

del suo essere persona l’espressione,

di cui lo si voleva espropriare

per farne uno strumento di servizio,

per dare ad Er formale discendenza,

per affermare il biblico principio,

quello del “crescete” e del “moltiplicatevi”!

Fondamentale il latte per la vita,

quanto lo sperma e forse anche di più:

con latte e amore dà la madre vita.

E alla Sardegna la vita si toglie,

se latte e pastorizia le si tolgono,

e i mamuthones con i campanacci,

che evocano le pecore ed il pascolo,

ed il cantu a tenore dei pastori,

con il muggito del bue(“su bassu”),

con “sa contra” (il belato della pecora),

e il belato d’agnello (“mesu hoche”).

Oh mia Sardegna di nuraghi e ovili

tieniti, fiera, stretti i tuoi pastori!  

                             pietroAntioco