DEI DEM LA PRIMAVERA



           epigramma

 

Anche per il Pd sia primavera:

arrivano le rondini,  via i gufi.

Ma anche via la marxiana talpa vecchia,

sotterranea nemica del raccolto,

che scava al buio e molti danni arreca

a chi alla luce semina e produce.

 

L'epigramma è stato inviato a Matteo Renzi con la seguente email.

 

Cagliari  20 marzo 2016

 

                    Caro Presidente e Segretario,

come sappiamo, quest'anno la primavera inizia oggi 20 marzo e quindi posso augurare a Te e al Partito Democratico una buona primavera. La primavera è la stagione del risveglio, del rinnovamento: auguro alla parte minoritaria del Pd, quella composta dai più giovani, il migliore dei risvegli dal sonno della ragione, nel quale finora sono stati ibernati dai più anziani. Penso che la difficoltà di stare al passo che tale  parte incontra risieda nel persistere di dissimulate incrostazioni ideologiche di cui non riesce a liberarsi. Gli anziani, piuttosto che essere i "padri nobili" che aiutano i giovani a progredire e a guardare con fiducia al futuro, li avviluppano nei loro stessi  rancori, ideologicamente retrivi e revanscisti. D'altronde come fa Massimo D'Alema ad agire come "padre nobile", lui che fu definito "figlio di partito"? E di quale partito! Il padre, Giuseppe,  fu partigiano gappista, deputato e funzionario del PCI. Iscritto all'Associazione dei Pionieri d'Italia del PCI, Massimo  fu, a nove anni, scelto a tenere un discorso, quale rappresentante  dell'associazione, davanti a Palmiro Togliatti, che - si narra - lo avrebbe elogiato, esclamando:  "Capirai, se tanto mi dà tanto questo farà strada!". E Togliatti, si sa, detto il Migliore, fu il massimo e indiscusso esegeta del marxismo-leninismo, segretario a vita di un partito a regime monarchico e oligarchico, uomo di fiducia di Stalin in Italia. É comprensibile che D'Alema, con siffatto background personale, si consideri detronizzato e spodestato da una massa di volgari sanculotti.

            Buona prima domenica di primavera

                                                           Pietro Muggianu Sotgiu