COLONIE (MIGRANTI E DINTORNI)



Anime belle dell'integrazione

pensate alla "Ciociara" di Moravia!

(Mutatis mutandis,  senza barare).

Sono di libertà tutti ubriachi,

l'ubriachezza diventa ora molesta.

Integrare impossibile e illusorio

di Colonia i violenti  magrebini.

Per integrare i mezzi non abbiamo,

multietnici dovendo diventare,

per un’integrazione seria e vera.

Se  integrassimo ci trasformeremmo.

Sarebbe un retrocedere a Babele;

colonia di Babele diverremmo,

colonia dei sunniti e/o degli sciiti

coinvolti in spinosissimi conflitti,

dal nostro "ubi consistam" divertiti,

per badare a valori incomprensibili

e che non più che tanto ci interessano.

(Qui si parla degli immigrati africani,

quelli che Gheddafi un tempo intercettava).

"Integrazione":  un alibi all'inerzia

innanzi all'epocale immigrazione,

al malgoverno dell'immigrazione.

Migrazioni di massa senza senso:

strisciante  insidiosa colonizzazione;

è colonizzazione disorganica:

forze umane sottratte ad una parte,

degli uomini più validi privata,

in un'altra stipate a cui non giovano.

Siamo in balia dei facili accoglienti,

con pendant di  xenofobi e razzisti,

superficiali entrambi e poco lucidi;

in avaria le bussole e i timoni,

i comandanti assenti dalle plance!

Sotto il sole c'è grande confusione.

Ahi la sinistra- struzzo, cranio in sabbia,

le violenze condanna di chiunque!

Coppia accogliente uccisa a Palagonia

da un ivoriano in un  CARA ospitato!

Un richiedente asilo camuffato!

Ashley da un nero uccisa ora a Firenze!

Per scampare all'arresto, l'assassino,

di etnia senegalese,  s'appellò

alla senegalese magia nera!

Anche lui un immigrato irregolare.

Sono assassini non in quanto neri,

ma in quanto in condizioni di abbandono,

in una condizione criminogena,

ed è quasi impossibile integrarli

o saranno integrati a babbo morto

(ma da chi e come,  assente ogni programma?);

sradicati dal proprio contesto

socioculturale umano e naturale;

vengono in Sardegna sparpagliati in ghetti,

in un' ostile terra spopolata

in condizione d'ozio mantenuti

(esser padre dei vizi, si sa,  l'ozio,

da Solone e Catone, avanti Cristo).

Dialoghino fra loro i monoteisti

(chiudan pure un occhio sulle differenze,

enormi tra Corano e Vangelo):

questioni son di fede non di Stato;

libertà religiose garantite,

sia agnostico lo Stato democratico.

Tutti figli di Dio i cittadini,

 i figli di Dio non tutti cittadini;

le religioni pensino ai figli,

ai cittadini badano gli Stati.

I rapporti con i Paesi musulmani

protocollari siano e diplomatici.

Non condivida  la nostra  Repubblica

del Papa verso l'Islam l'appeasement.

Il Vaticano nostra palla al piede?

Perché l'Italia  suoi dovrebbe fare

del papato gli affetti  ed i problemi?

Sono fedeli  tiepidi i cattolici,

nella cultura laica immersi a iosa,

teme, il papato,  l'Islam fervente

che dalla laicità bene é  al riparo.

La religione islamica soggioga

(proni e disciplinati i musulmani);

pregare si fa la gente dalla nostra.

Chi da noi si converte all'islamismo

la società complessa non sopporta,

alla società aperta non si adatta,

vuole esser soggiogata, non pregata

(non servono i "buongiorno" e i "buonasera"

ed una religione casereccia,

con un Papa simpatico e alla buona).

La laicità dal Papa non amata

(le fa la corte per scompaginarla)

e non amata la modernità:

dietro la bonomia,  progetti audaci

da ignaziano insidioso soldato,

(quel dogmatismo soft da gesuitismo!);

che riformi la sua Chiesa romana,

profonde e serie urgendo la riforme,

che siano prettamente religiose

e siano  strutturali e coraggiose

(Chiesa sia religiosa, non politica;

acattolici sono più credibili,

da religiosi puri ed apolitici);

non incida sul nostro riformismo

e dal fare politica si astenga,

col suo pontificare populista

(il Papa espressione di un'oligarchia,

non abdicatario assoluto monarca,

entro i propri confini si mantenga

e non faccia politica dal  basso,

senza l’impaccio di triregno e trono).

Contrasti un tal disegno la Repubblica!

Sia dalle  istituzioni rispettata

tra Stato e Chiesa la separazione,

non soltanto in principio ma anche in fatto.

Della  Chiesa, accogliente pelosa,

lacché non sia lo Stato e compiacente,

non sia, come Arlecchino, doppio servo!

Religione instrumentum regni - occulto?

I destini conviene separare,

alla larga dagli scontri religiosi,

scuola e cultura i nostri capisaldi,

la cultura umanistica e la scienza.

Curiamo con amore e con orgoglio

la nostra occidentale civiltà.

Migrano gli individui più decisi

(molti soldi incettando per viaggiare);

da noi sono i più furbi ed esigenti,

dal consumismo attratti fortemente;

si fanno largo assai e sgomitando:

"facili" eh le nostre donne da palpare?

E dunque da punire e da violare?

Qui vivono di piccoli commerci,

di rischiosi espedienti troppo spesso,

del delinquere esposti alla deriva.

Stella polare sia della politica

l'utile culturale innanzitutto,

e rettamente inteso e ponderato,

poi gli scambi economici opportuni,

indi i valori veri e  non mutuati.

Debitori non siam del  Sud del mondo;

lo fossimo,  insolvibili saremmo.

Questa generazione non ha colpe,

men che mai quelle delle precedenti.

Stupida l'elemosina di Stato:

cristallizza e perpetua la miseria,

rende gli immigrati mantenuti a vita

(dai mendicanti neri tartassati

i nostri cittadini, quelli poveri).

L'elemosina più serve a chi la fa:

d'esser compassionevole dimostra,

d'essere il forte che il debole assiste,

il vincente che si china al perdente;

funge  anche da pompa la munificenza

(barba e capelli in San Pietro ai barboni!);

misero patentato chi riscuote.

Pre-coloniale fu il sottosviluppo:

il Papa, uomo del Sud, non ci deprima,

con i sensi di colpa non ci frustri,

con la "misericordia" non ci fiacchi.

Misericordia  solo verso l'Austro

al cui potente soffio essa  ripiega.

Siamo prudenti come serpenti,

se pur semplici come le colombe!

Manteniamoci olimpici e  marziali,

reattivi quanto occorre alle violenze.

L'immigrazione sia disciplinata,

i flussi clandestini contrastati.

Nel suo Paese chi vuol migrare resti,

condivida il destino di chi resta!

Ipocrita acciuffare gli scafisti,

uno ne acciuffi, mille lo rimpiazzano;

i migranti in consegna sono presi

dai nostri mezzi di soccorso in mare:

per gli scafisti un complice incentivo!

In Europa ci rende ciò malvisti:

siam percepiti come il "ventre molle"

(così ci definì pur anche Churchill).

Siamo lodati solo da Francesco                            

(fa parte dell’insieme anche la Charitas).

No pasaran,  non ci squinterneranno!