Brindisi Italiano



Brindisi Italiano

Sessanta endecasillabi sciolti
nel sessantesimo anniversario
della Repubblica Italiana
1946-2006

Parto dalla Sardegna, la mia terra.
Brindo con la Vernaccia di Oristano.
Passo alla Sicilia, l’isola Trinacria,
e a Garibaldi brindo col Marsala.
Col Cirò rosso, “Calabri rapuere”.
L’Aglianico del Vulture in Lucania!
M’offro al Montepulciano nell’Abruzzo.
Greco di Tufo : un calice in Campania!
D’ogni vino è Re Montepulciano!
è vero sia in Abruzzo che in Toscana!
Ma in Toscana è d’obbligo il Brunello.
E a chi li lascio i vini della Puglia?
Il liquoroso Aleatico va bene!
(Un vino per Regione, sennò: sbornia!
Tra il Lazio ed il Molise già scantono!).
Il sardo Cannonau ho tralasciato,
Nepente battezzato dal D’Annunzio.
Altrettanto ho fatto con il Chianti.
(I tanti vini annebbiano la mente!)
Come i Mille, risalgo lo Stivale,
(partendo da un’altr’isola, la sarda!).
Patriottica, fu eroica quella marcia!
Antieroica la mia, ma appassionata!
Rivisito l’Italia (e il patriottismo).
(Ora Champagne, Bordeaux, Rioja disdegno).
Aglianico Molise può bastare.
(Ma molti altri in Molise ce ne sono).
Frascati in Lazio e vino dei Castelli!
Verdicchio dei Castelli nelle Marche.
L’Orvieto in Umbria (brindo sulla Rupe).
Lambrusco rosso amabile, in Emilia.
Brindo a Mazzini, con il Sangiovese.
Intendiamoci, quello di Romagna!
Ora a Venezia vado a farmi un’ombra.
Con qual dei vini innumeri non dico!
Vedo già doppio: “Sei” non “Tre Venezie”!
Tocai friulano, a Trieste cara, bevo,
(del Carso e Forza Paris la memoria!)
Ed ora vado a Trento e Merlot bevo.
A Bolzano mi gusto il Pinot Bianco.
In Milano gentil, Garda Cortese,
Carlo Cattaneo! Brindo al pensatore.
A Genova, la fiera, (quanti i sardi!),
nessuno può levarmi un Cinque Terre.
In Piemonte, imbarazzo della scelta,
tra Barolo, Barbera, Asti Spumante!
Vado dritto a Cavour, degusto un Freisa!
Al Conte di Cavour, Camillo Benso!
Ad Aosta or sono, la romana Augusta,
ed un Enfer d’Arvier godo e sorseggio.
Delle italiche mense ora al levare,
innanzi al Quirinale alfine brindo,
con qual dei vini innumeri non dico!
Di Repubblica siamo al sessantennio.
Si ritrovino uniti gli italiani
oltre che attorno a torri e campanili
ai lor vitigni ed alle lor cantine.
Tutti ne’ lieti calici libiamo,
con una voce sola: evviva V.E.R.D.I.!*
(Anche se la Repubblica ora amiamo!).  **

--------------------------------------------------------
*  Acronimo che onora insieme il grande nostro musicista e Vittorio
Emanuele Re d'Italia, il Re galantuomo che fu uno dei protagonisti del
Risorgimento.

**  Poesia composta il 25 aprile 2006, Festa della Liberazione.
    
 
    

 Note

L' ode è stata letta dall'attore Tino Petilli, presente l'autore, per gli amici
del PICCOLO BAR di VILLA MUSCAS a Cagliari sabato 22 Luglio 2006, insieme
alla poesia "Brindisi Sardo", anche questa di Pietro Muggianu