Appendice all'epigramma La luna dell'avvenir



APPENDICE ALL’EPIGRAMMA LA LUNA DELL’AVVENIR

 

            Gli oppositori di Matteo Renzi nel Pd sono degli ex visionari. La luna dell’avvenir, per loro, anche se forse non se ne avvidero,   fu in passato quella riflessa in fondo al pozzo della favola Il lupo e la volpe di Jean de La Fontaine; essi, avendo creduto che quella fosse una forma di cacio, si trovano ora in fondo al pozzo e cercano di ingannare qualche lupo affamato ed ingenuo, che li riporti in superficie. Possibile che non si siano ancora resi conto che Matteo Renzi è tutt’altro che un lupo in transito, affamato ed ingenuo?

           

            Di seguito il testo della favola, nella traduzione di Emilio De Marchi (1851-1901) da www.liberliber.it/mediateca/libri/la_fontaine/favole)
                                                          

                                             I l   L u p o   e   l a   V o l p e

 

Pel vecchio Esopo, sola

la Volpe è mariola

e d'ogni furberia grande maestra.

 

Per conto mio non vale

men ogni altro animale

(compreso il Lupo) in furberia, per poco

che sia la vita in gioco.

Ma questa volta ancor tra l'uno e l'altra

la Volpe fu più scaltra.

 

Una Volpe una sera vide in fondo

d'un pozzo il bianco cerchio della luna,

e la pigliò per un formaggio tondo.

 

Eran sospese al pozzo per fortuna

due secchie, che scendevano a vicenda,

e la Volpe, sedendo in fondo ad una,

 

vi si lasciò calar; ma la faccenda

divenne brutta, quando giunta in fondo,

dell'illusione le cascò la benda.

 

Perché come salir nel chiaro mondo,

se non venìa qualche altro che credesse

per appetito quel formaggio tondo,

 

e che nell'altra secchia discendesse?

Due giorni stette dentro al buco nero

senza che un nero cane la vedesse.

 

Il tempo, che fa sempre il suo mestiero,

andava intanto trasformando il volto

di quell'astro d'argento lusinghiero.

 

Pensate or voi se l'animal sepolto

dovea soffrir di fame e di dispetto

in bocca a un pozzo e in una secchia colto.

 

Quando venne a passar, forse costretto

dalla gran fame, il Lupo, e si fermò

a contemplar quel luccicante oggetto,

 

la Volpe: - O camerata, - a lui gridò, -

vedi tu questa cosa un po' lucente?

È un formaggio che Fauno fabbricò:

 

un formaggio divino ed eccellente

fatto col latte d'Io, vacca famosa:

e Giove, quando fosse un po' soffrente,

 

se mangiasse un pochin di questa cosa,

sarebbe in un momento risanato,

tanto è squisita e tanto è appetitosa.

 

Io stessa n'ho uno spicchio rosicchiato,

lo vedi, ma ne resta, se lo prendi,

ancora un bel boccone prelibato.

 

Ho lasciata una secchia: orvia, discendi -.

E il Lupo, che credette al Suo buon cuore,

discese e col suo peso, tu comprendi,

che la Volpe dal pozzo trasse fuore.

Non ridiam, ché sovente a noi succede

dimangiar del formaggio anche peggiore.

 

Che facilmente l'uom di buona fede

da ciò che lo lusinga o lo spaventa

si lascia affascinar e spesso crede

nel dïavolo stesso che lo tenta