A TINO PETILLI



A TINO PETILLI

Da bambino credevo che le voci
fossero quelle di uomini accucciati
al grammofono accanto od alla radio.

Appresi da ragazzo esser le voci
di uomini lontanissimi ed altrove,
seppi dell’infinito etere puro.

Appresi di Marconi e dell’Elettra.
Ascoltava riunita la famiglia
Radio Marelli, accanto alla credenza.

Da giovane e nel mezzo di mia vita,
al Gazzettino Sardo diede voce
un uomo, tenebrosi cuore e timbro.

Attore di cultura appassionata,
un burbero benefico, grande stile,
d’essere amico suo sono orgoglioso.

Ti abbraccio caro Tino nel far festa
per il quarantennale sposalizio
con la cultura, l’arte ed il proscenio.

PIETRO MUGGIANU