A morte la Morte



      A  MORTE  LA  MORTE!

              (esortazione)

 

Ahi i jihadisti, feroci terroristi!

Cattivi, essi ci rendono cattivi,

captivi, prigionieri del Male,

mettono a morte l'anima immortale:

é questo il loro crimine più grave;

ricondurli impossibile a bontà,

avvelenano l'anima col Male,

del Bene e Bello opprimono l'essenza;

dannati sono e vogliono dannarci.

Il Bene e il Male facile discernere  ,

il buon grano dal loglio dei cattivi,

con la filosofia, l'arte e la scienza.

Non bisogna rispondere con l'odio,

nell'odio marciremmo insieme a loro:

confonderci e dividerci essi vogliono

("tu non pensavi ch'io loico fossi"

a un diavolo fa dire il nostro Dante*).

L'odio ci devierebbe dall'amore,

cacciandoci in un buio ginepraio,

facendo sopravvivere gli odiati,

in un logoramento senza fine.

Siano per noi del tutto irrilevanti

rispetto al nostro vivere civile.

Del leone con la classica zampata

con i fighters connessi elminiamoli!

Custodi della Vita buona e bella,

di Bene e di Bellezza forgiatori,

ergiamoci a difesa della Vita,

levandoci di torno i suoi nemici

ed evitando di esserne infettati!

(É debole  il cordone culturale

fiacco e confuso quello religioso

dei foreing fighters contro lo schizzare).

Mors tua vita mea! A morte la  Morte!

Prima che quella là sia ad aggredirci

e siano i suoi seguaci ad accerchiarci;

quella si prenda solo i suoi fedeli,

nemici della Vita che adoriamo.

Sia la rassegnazione ultima spiaggia,

quando la Morte giunga a tempo debito

ed abbia le sue carte tutte in regola!

Sia Satana privato degli adepti.

Dio e Satana immanenti nella Storia:

ne intuiamo le sfide e la presenza,

a prescindere dalle religioni,

distratte dalle brighe di potere.

Tra il Bene e il Male nell'eterna lotta

esserci noi dobbiamo a viso aperto!

Thànatos versus Eros, contrapposti.

Naturali noi dell'Eros alleati,

per la Vita lottiamo contro Thànatos.

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* Inferno, XXVII, 123.