WRITERS



Writers – graffitari  (quelli vandali)

(Milano 18 settembre 2003)

 

Me ne vado bel bello in Santa Croce,
alla chiesa di lato (Sant’Eustorgio),
la bell’ombra dei lecci salutando
e carezzando un muro in dolce curva,
(s’indovina di là verde un intreccio).
Sereno sono come don Abbondio,
poco prima di imbattersi nei bravi.                                     
Il luogo è da edicola dipinta,
con anime e con fiamme in purgatorio.

Ma è il bianco muro profanato
dai segni scompigliati degli writers.
Ai lecci nella piazza alti e solenni,
ai nobili mattoni dugenteschi,
all’eccelsa cappella Portinari,
dal Quattrocento ascetica di marmi,
brutta sfida scagliarono gli ignoti.

Anche il Naviglio offesero gli writers.
Ecco ferito dagli assurdi segni
un prospetto all’inizio dell’alzaia,
restaurato con cura e con amore,
dove l’arte si sposa con la fede,
(un’edicola c’è con un’icona).

A far le vostre cose andate altrove,
sui bigi muri di bastarde malte!
Creare non è licenza d’espressione.
è impegno gravoso ed è fatica.
Dio pure riposò dopo sei giorni!
Di giorno in giorno creando, Dio distinse.
La terra creò col cielo, il primo giorno,
e nello stesso giorno fu la luce!
Un giorno separò l’acqua e la terra.
Lo fece proprio il terzo di quei giorni.
Adamo ed Eva, il sesto di quei giorni.
Lucido fu il Creatore, non confuso.
Lui separò, perciò, le terre e le acque.

Giotto fu dio, dio eccelso fu Picasso,
e quale dio Siqueiros, muralista!                                         
Vi ispiri San Sperate coi murales
l’amore per l’ambiente e la cultura.
Studiate, riflettete ed osservate.
Curiosità ed amore per la vita.
Imparate da Dio, che non s’annoia!
Che coazione a ripetere la vostra!
Che coazione a ripetere noiosa!
Non c’è gioco, non c’è divertimento.
Sia gioia l’arte, di donare gioia,!     
Arte non c’è in quegli scarabocchi.
Arte non è babelico graffito!
Che segni brutti, che confusi segni.
Squallore nichilista, solamente.
Son pasticciacci brutti (senza Gadda).
Non c’è messaggio, non c’è significato.
I graffiti sul Muro di Berlino
portaron dignità dove non c’era.
Dell’essere sia l’arte gran vittoria!  

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