Della Sardegna insana.......



D E L L A    S A R D E G N A   I N SANA   SANITÀ

 

MALSANA  AUTONOMIA  DELLA  SARDEGNA

 

                   

                         ( epigramma)

 

A proposito del Qatar  in Olbia

e di noi pocos, locos, mal unidos,

ai suoi Renzi serrare faccia i ranghi

e  Pigliaru si dia una bella mossa:

sindrome rischia “del Re Travicello”!

 

Cagliari 17.6.2014    Pietro Muggianu Sotgiu

 

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Lo Statuto sardo fu frettolosamente votato dall’Assemblea Costituente il 31 gennaio 1948, poche ore prima della cessazione delle sue funzioni. Emilio Lussu, a cui quello Statuto non piaceva, votò  a favore solamente per “evitare che per un solo voto esso non venisse approvato neppure così ridotto”. Lo stesso Lussu  avrebbe poi commentato: “Lo Statuto che ci diedero somigliava a quello che i sardi avevano sognato per anni come un gatto somiglia a un leone: l’unica cosa che hanno in comune è che tutt’e due appartengono alla famiglia dei felini”. Nata gracile, la Regione Autonoma ha avuto vita stentata e salute cagionevole (basti pensare al fallimento, negli anni ’60 e ’70  del  Piano di Rinascita e al recente affaire del peculato nell’uso dei fondi ai gruppi che la magistratura contesta a ben 68 consiglieri o ex consiglieri regionali di tutti i maggiori partiti ).

Tale situazione esalta,  accrescendone poteri e responsabilità, il ruolo di Renzi e di Pigliaru. Dopo la crisi della partitocrazia e in un’ Italia in preda alle lobbies e alle consorterie, storiche e recenti, è tempo dei leaders che riscuotano la fiducia di noi elettori e che quelle contrastino con forza. La corruzione è la prosecuzione con altri mezzi delle prevaricazioni di lobbies e consorterie, che sono i nuovi feudatari, sostenuti dai partiti vassalli. In Sardegna è sempre attuale  contro tali neofeudatari e i loro vassalli l’inno composto in lingua sarda da Francesco Ignazio Mannu, seguace di Giovanni Maria Angioy  nel triennio rivoluzionario sardo (1793-1796): Su patriottu sardu a sos feudatarios. Canta una strofe dell’inno:

 

Custa, pobulos, est s’hora

D’estirpare sos abusos!

A terra sos malos usos,

A terra su dispotismu;

Gherra, gherra a s’egoismu,

Et gherra a sos oppressores;

Custos tirannos minores

Est prezisu humiliare.

 

 

 

 

In occasione del protocollo firmato da Renzi, Pigliaru e dal rappresentante della Qatar Foundation Endowment  per il rilancio dell’ex San Raffaele di Olbia il                   21 maggio 2014, il Presidente della Regione dichiarò: “Nella nostra proposta di governo ci siamo impegnati a dare risposte rapide e in tempi certi a investitori importanti. Quindi anche per l’ospedale ex San Raffaele di Olbia stiamo mantenendo quest’impegno, definendo con la Qatar Foundation Endowment e l’Ospedale Bambin Gesù un percorso armonico con il processo di riorganizzazione e razionalizzazione della rete ospedaliera della Sardegna. Lavoriamo per portare all'attenzione del Consiglio regionale, che nei tempi dati prenderà la decisione finale, una proposta soddisfacente per tutto il sistema regionale e di cui siano visibili i vantaggi potenzialmente notevoli per l’intera Sardegna. In questo percorso un ruolo importante è quello del Governo, che ha manifestato molto interesse e dovrà impegnarsi a facilitare l'inserimento armonico del nuovo ospedale nella nostra rete. Si tratta di una grande opportunità, un'importante occasione di crescita anche per il sistema della ricerca e delle Università sarde." 

Della pre-intesa definita dal Presidente Francesco Pigliaru e dall’assessore della Sanità Luigi Arru con gli investitori, fa parte integrante un cronoprogramma che stabilisce le tempistiche, fissando la data del 24 giugno 2014 per la conclusione del processo.

Però negli ultimi giorni si sono diffuse notizie di un possibile disimpegno dell’investitore arabo in Sardegna e di un suo piano B alternativo per realizzare un polo scientifico di eccellenza in Germania, ad Heidelberg. È un sintomo preoccupante  di ritardi ed ostacoli che  stanno frapponendo i forti poteri ed interessi costituiti della sanità  in Sardegna?  Prenda Pigliaru il toro per le corna! D’altra parte la sanità sarda è piuttosto malconcia; nel 2010,  con i suoi 3 miliardi di euro di spesa pari al 40%  del bilancio regionale, si connotava, come denunciò la Corte dei Conti, per i suoi “registri imprecisi, i pochi controlli, i medicinali acquistati e inutilmente scaduti, senza conoscenza dei flussi e delle giacenze”. Nel 2014 si registra un buco di 11 milioni di euro che sommandosi a quelli degli anni precedenti porta il disavanzo a 469 milioni. Ben venga l’operazione del Qatar Foundation per dare un salutare scossone. 

                                                                                                                                          pms 

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